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Storia dell'Asinara:
Dal Neolitico al Parco Nazionale

Escursioni in catamrano all'asinara

Pochi luoghi in Italia racchiudono una stratificazione storica così densa in appena 52 chilometri quadrati: tombe neolitiche, leggende legate a Ercole, un convento camaldolese, migliaia di prigionieri austro-ungarici della Prima Guerra Mondiale e, per oltre un secolo, uno dei sistemi penitenziari più rigidi d'Italia. L'Asinara non è solo un'isola dalla natura incontaminata, è un documento storico a cielo aperto.

Chi visita oggi il Parco Nazionale senza conoscere questa storia rischia di vedere semplici edifici abbandonati dove invece si trovano i luoghi in cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino prepararono i processi contro la mafia, o le strutture dove furono detenuti alcuni dei nomi più noti del terrorismo italiano. Questa guida ricostruisce le fasi principali della storia dell'isola, dalle prime testimonianze preistoriche all'istituzione del Parco Nazionale nel 1997, per offrire al visitatore una chiave di lettura completa di ciò che incontrerà durante la visita.

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Dalle Domus de Janas al Mito di Ercole

Le prime testimonianze di presenza umana sull'Asinara risalgono all'epoca neolitica e sono rappresentate dalle domus de janas, tombe ipogeiche scavate nella roccia, situate nell'area di Campu Perdu. Queste strutture funerarie, comuni in diverse aree della Sardegna, indicano una presenza umana stabile sull'isola già migliaia di anni fa.

Alcuni testi di provenienza greco-romana collegano l'isola al mito di Ercole, che secondo la tradizione l'avrebbe raggiunta durante i suoi viaggi in Sardegna. Questo aneddoto è all'origine di una delle denominazioni più antiche dell'isola, Herculis insula.

La posizione dell'Asinara, al centro del Mediterraneo occidentale, ne ha fatto per secoli un avamposto commerciale e un punto strategico di difesa. I romani, che la frequentarono attivamente, le attribuirono il nome Sinuaria, riferendosi alla sua forma frastagliata e sinuosa. In seguito, l'isola fu un punto di approdo per Bizantini e popolazioni arabe, e nel Medioevo divenne teatro degli scontri tra le repubbliche marinare per il controllo della Sardegna.

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Il Periodo Monastico e la Prima Comunità Stabile

A partire dal 1100 e per diversi decenni, l'Asinara fu abitata da un gruppo di monaci Camaldolesi, ordine benedettino che fondò il convento di Sant'Andrea. Dell'antica struttura, che diede il nome all'area in cui si trovava, oggi non restano molte tracce tangibili, ma il toponimo Sant'Andrea continua a identificare quella zona dell'isola.

Dopo i decenni segnati da scorribande di corsari e pirati e da diversi tentativi di colonizzazione falliti, sull'isola si formò finalmente la prima comunità stabile: pastori di origine sarda e alcune famiglie di pescatori provenienti dalla Liguria e da altre regioni italiane.

Nonostante le difficoltà legate alla scarsità di risorse e alla distanza dalla Sardegna, questa comunità visse una fase di relativa tranquillità che si protrasse fino agli inizi dell'età moderna—un equilibrio che sarebbe stato bruscamente interrotto dalle decisioni del nuovo governo italiano.

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1885. L'Esproprio e la Nascita della Colonia Penale

Il 1885 segna lo spartiacque definitivo nella storia dell'isola. Dopo un lungo dibattito intellettuale e politico, la Camera approvò la proposta per l'installazione di un lazzaretto e di una colonia penale agricola sull'Asinara.

Per realizzare questo progetto, la popolazione residente fu forzatamente allontanata, costretta ad abbandonare abitazioni e terreni. Le famiglie si disperdono in diverse aree della Sardegna settentrionale; alcune si stabilirono nella zona dove oggi si trova Stintino, fondando l'omonimo villaggio—un dettaglio che lega indissolubilmente la storia dell'Asinara a quella della cittadina che oggi rappresenta uno dei principali punti di partenza per visitarla.

Da questo momento, l'isola fu amministrata interamente da due presidi distinti: la colonia penale e la stazione sanitaria.

La colonia penale si fondava sul lavoro coatto dei detenuti ed era organizzata in circa dieci diramazioni, costruite in epoche diverse e distribuite su tutto il territorio. La popolazione carceraria era suddivisa in base alla gravità dei reati e alle competenze: ogni struttura era dedicata ad attività produttive specifiche—allevamento, coltivazione di cereali, viticoltura—sfruttando le caratteristiche del territorio circostante. Nella fase di stabilizzazione, ai detenuti a fine pena o condannati per reati minori venivano concesse attività specializzate come calzolaio, barbiere o meccanico.

La Stazione Sanitaria Marittima Quarantenaria accoglieva invece gli equipaggi delle navi in transito nel Mediterraneo sospettati di aver contratto epidemie come colera e tubercolosi. Era organizzata in fabbricati chiamati "Periodi", dove i pazienti attraversavano le diverse fasi di remissione della malattia. Rimase attiva fino al secondo dopoguerra, quando i progressi della medicina e il miglioramento delle condizioni di vita generali resero obsoleta questa funzione.

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Il Novecento:
Campo di Prigionia e Tragedie Internazionali

Nel primo Novecento, l'Asinara assunse anche il ruolo di campo di prigionia, diventando teatro di alcuni degli episodi più drammatici della sua storia.

A partire dal 1915, lo Stato italiano vi trasferì migliaia di prigionieri austro-ungarici, catturati durante la Prima Guerra Mondiale e già detenuti in Serbia. Quando la Serbia fu invasa, questi prigionieri furono coinvolti nella drammatica ritirata del popolo serbo verso l'alleato italiano—un percorso tortuoso ricordato dalla storiografia come "la marcia della morte", che causò numerose vittime. Arrivati infine all'Asinara, già debilitati da malattie e stenti, molti di loro morirono sull'isola nonostante gli sforzi del personale sanitario e dell'esercito italiano. Sono sepolti nell'Ossario di Campu Perdu, costruito nel 1936.

Negli anni Trenta, durante la campagna coloniale italiana in Africa settentrionale, il campo ospitò anche un gruppo di prigionieri etiopi, alcuni di rango nobiliare. Tra loro figurava la principessa Romanework Hailé Selassié (1913 – Torino, 14 ottobre 1940), figlia maggiore dell'imperatore Hailé Selassié. Uno dei suoi figli si ammalò gravemente di tubercolosi e morì sull'isola; la principessa fu successivamente trasferita a Torino, presso il convento dei missionari della Consolata, dove rimase fino alla morte.

Nel 1943, al nord dell'isola, nel mare oltre Punta Scorno, si verificò un altro evento di rilevanza internazionale: l'affondamento della corazzata Roma, celebre nave da guerra italiana, colpita da bombardieri tedeschi.

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Dal Dopoguerra al Supercarcere

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con la chiusura della Stazione Sanitaria, la colonia penale ottenne il pieno controllo del territorio. Negli anni Settanta, l'istituzione penitenziaria subì una trasformazione radicale: la sicurezza fu potenziata e alcune diramazioni vennero ristrutturate per diventare la sede del supercarcere.

Questa trasformazione causò un forte malcontento tra gli abitanti di Porto Torres, che videro l'isola diventare ancora più inaccessibile e blindata. Nei decenni successivi, l'Asinara ospitò alcuni dei detenuti più noti d'Italia: esponenti di Cosa Nostra, della Camorra, e del terrorismo organizzato, incluse le Brigate Rosse, oltre a figure del banditismo sardo.

Le misure di sicurezza estreme rendevano l'isola adatta anche a scopi investigativi di altissimo livello. Nel 1985, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino soggiornarono per circa un mese, insieme alle proprie famiglie, presso l'Ex Foresteria di Cala d'Oliva—oggi sede di una caserma del Corpo Forestale della Regione Sardegna—per preparare alcuni atti relativi ai processi contro la mafia.

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Dalla Chiusura del Carcere al Parco Nazionale

La chiusura del carcere dell'Asinara fu un processo graduale, frutto anche delle intense proteste della comunità locale. Già dagli anni Sessanta, la popolazione di Porto Torres, Stintino e delle aree limitrofe intravedeva il potenziale di una conversione del territorio in area protetta, senza dimenticare l'antico esproprio del 1885.

Nel 1997, questo percorso giunse a conclusione con la nascita del Parco Nazionale dell'Asinara. Pochi anni dopo, fu istituita anche l'Area Marina Protetta, oggi gestita insieme al parco terrestre da un unico organo: l'Ente Parco Nazionale e Area Marina Protetta "Isola dell'Asinara".

La storia dell'Asinara è un percorso che attraversa oltre cinque millenni, passando da insediamento neolitico a leggenda mitologica, da avamposto commerciale a luogo di esilio forzato, da campo di prigionia internazionale a supercarcere di massima sicurezza, fino alla trasformazione in area protetta. Ogni fase ha lasciato tracce visibili—dalle domus de janas all'Ossario di Campu Perdu, dalle diramazioni carcerarie all'Ex Foresteria di Cala d'Oliva.

Comprendere questa stratificazione storica permette di leggere il paesaggio dell'isola in modo completamente diverso: ciò che oggi appare come natura selvaggia e silenzio è il risultato diretto di oltre un secolo di isolamento forzato. È probabile che il valore storico dell'Asinara continui a crescere come elemento di attrazione complementare alla sua straordinaria biodiversità, offrendo ai visitatori un'esperienza che unisce memoria storica e conservazione ambientale.

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Cala d'oliva

VISITA GUIDATA ALL'ASINARA IN CATAMARANO

Giornata Intera

09:30 - 17:30

Dal 1 Maggio al 30 Giugno

Catamarano in esclusiva 1200

a persona 100€ € (90 € ridotto)

 

Luglio

Catamarano in esclusiva: 1500

a persona 125 € (115€ ridotto)

Agosto

Catamarano in esclusiva: 1620

a persona 135 € (125€ ridotto)

Dal 1 settembre al 30 ottobre

Catamarano in esclusiva: 1200

a persona 100€ € (90 € ridotto)

stintino asinara

GITA ALL'ASINARA
DI MEZZA
GIORNATA

Mezza Giornata

09:30 - 13:30

14:00 - 18:00

Dal 1 Maggio al 30 Giugno

Gommone in esclusiva 780

a persona 65€  (60 € ridotto)

 

Luglio-Agosto

Gommone in esclusiva: 900

a persona 75 € (70€ ridotto)

Dal 1 settembre al 30 ottobre

Gommone in esclusiva 780

a persona 65€  (60 € ridotto)

Domande Frequenti

Quali sono le testimonianze più antiche di presenza umana sull'Asinara?

Le testimonianze più antiche risalgono all'epoca neolitica e sono rappresentate dalle domus de janas, tombe ipogeiche situate nell'area di Campu Perdu, che indicano una presenza umana stabile sull'isola già migliaia di anni fa.

Gli abitanti di Stintino provengono dall'Asinara?

Quando nel 1885 fu istituita la colonia penale, la popolazione residente fu forzatamente allontanata dall'isola. Alcune famiglie si stabilirono nella zona dove oggi si trova Stintino, fondando l'omonimo villaggio sulla costa sarda di fronte all'Asinara.

Perchè Falcone e Borsellino passarono del tempo all'Asinara?

Nel 1985, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino soggiornarono per circa un mese presso l'Ex Foresteria di Cala d'Oliva, insieme alle proprie famiglie, per preparare alcuni atti relativi ai processi contro la mafia, beneficiando delle misure di sicurezza estreme garantite dall'isola.

Cos'è l'Ossario dell'Asinara?

È un monumento costruito nel 1936 dove sono sepolti i prigionieri austro-ungarici della Prima Guerra Mondiale, morti sull'Asinara dopo essere stati coinvolti nella "marcia della morte" attraverso la Serbia durante la ritirata verso l'alleato italiano.

Quando è nato il Parco Nazionale dell'Asinara?

Il Parco Nazionale dell'Asinara è stato istituito nel 1997, dopo decenni di proteste della comunità locale che, fin dagli anni Sessanta, ne immaginava la conversione in area protetta. L'Area Marina Protetta è stata fondata pochi anni dopo.

Cosa accadde alla corazzata Roma vicino all'Asinara?

Nel 1943, la corazzata Roma, celebre nave da guerra italiana, affondò nel mare a nord dell'isola, oltre Punta Scorno, colpita da bombardieri tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Chi era la principessa Romanework Hailé Selassié e cosa ha a che fare con l'Asinara?

Era la figlia maggiore dell'imperatore etiope Hailé Selassié, detenuta sull'Asinara negli anni Trenta come prigioniera durante la campagna coloniale italiana in Africa settentrionale. Uno dei suoi figli morì sull'isola di tubercolosi.

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